michele bertuzzo
Vini Artigianali




L’azienda nasce nel 2015 con un piccolo allevamento di galline libere e felici all’aperto e un frutteto di alberi di mele e pere di varietà antiche.
Nel 2016 mi si presenta l’occasione di avere in affitto un vecchio vigneto abbandonato di 1,2 ettari alle pendici della collina dei castelli di Giulietta e Romeo a Montecchio Maggiore. Dopo due anni di intenso lavoro di pulizia per renderlo nuovamente coltivabile ho scelto di investire nel mondo delle viti bioresistenti. Era una passione che fino a quel momento non avevo avuto modo di far sbocciare. Perciò ho studiato molto, mi sono informato e confrontato con chi era nel campo da più anni e nel 2017 ho piantato le prime viti.
Nel 2019 ho poi creato un altro piccolo vigneto di varietà bioresistenti, a Sovizzo, in collina, luogo in cui già possedevo il piccolo allevamento ed il frutteto. Ad oggi la mia attività procede come descritto.
La nostra Filosofia
Tutto parte da un’idea di rispetto profondo della natura e del suo equilibrio; coltivare uve fitoresistenti (Piwi) che hanno una resistenza alle malattie più comuni delle vite (e quindi necessitano al massimo di due trattamenti annui) e il fatto di non utilizzare erbicidi né pesticidi né concimi di sintesi sono scelte che vengono fatte seguendo questo pensiero.
Ho scelto di portare avanti una viticultura il meno invasiva possibile, che lasci in equilibrio l’ambiente e che, grazie all’inerbimenti dei filari e alla presenza di numerosi alberi e siepi, favorisca la presenza degli insetti utili.
Non utilizzo nessun tipo di irrigazione perché credo nella forza della vite che, scavando in profondità il terreno con le sue radici, assieme all’acqua, prende anche le sostanze che finiranno poi nell’uva, caratterizzandola su ogni terroir.
Anche in cantina porto avanti questo pensiero, cercando quindi di essere meno invasivi possibili con il vino, utilizzando perciò fermentazioni con lieviti indigeni, un minimo e accurato utilizzo della solforosa e nient’altro.




















